I COSTUMI

In un primo tempo, il costume era stato ricreato sulla scorta dei costumi indossati da analogo gruppo locale dalla fine degli anni 20 fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Successivamente, sulla base di accurati studi e ricerche, con la supervisione dell'allora direttrice del Museo Carnico delle Tradizioni Popolari di Tolmezzo (piazza Garibaldi - tel 0433 43233), Corbellini e dell'esperta di tessitura, Tomasina Tonon, si è giunti ad individuare il costume tipico dei ceti medio-alti, nei giorni di festa, della montagna friulana. Per evitare influenze esterne, dovute principalmente al ritorno degli emigranti, è stato necessario risalire alla prima metà del 1700. Così, nel 1967, sono stati inaugurati i nuovi costumi, interamente tessuti a mano, attualmente in uso. Alcune particolarità vanno sottolineate. Le calzature, i tradizionali "scarpets", sono in stoffa: le suole prodotte con strati di stoffe e tele sovrapposti e strettamente cuciti tra loro; le tomaie in velluto con ricamati alcuni fiori. Le donne portano, come copricapo, una lunga striscia di lino bianco, annodata in modo particolare sul capo: si tratta del "fazzûl" che veniva depositato dalle donne, dopo la cerimonia nuziale, sull'altare della Madonna (ha infatti le dimensioni di una tovaglia d'Altare minore). Dopo, le donne portavano un fazzolletto rigidamente nero. Per ragioni sceniche e di praticità (nel caso delle danze), le donne del gruppo spesso portano anche fazzoletti multicolori. Il costume, così risultato e indossato, è considerato bene culturale protetto.


Per maggiori info potete anche contattarci al cell: 339 3757720 (presidente) e via fax allo: +39 0433 747663

INFO CONTATTI

FAIL (the browser should render some flash content, not this).